Visita Ginecologica: scopri come curare la Vulvite Irritativa

By | 18 maggio 2016

Circa il 40% delle donne, ogni anno, è vittima di un disturbo vulvo-vaginale, principalmente di natura infettiva, chiamato Vulvite.

La vulvite è un’infiammazione che colpisce i genitali esterni femminili, cioè le grandi e piccole labbra e gli orifizi uretrale e vaginale. La vulvite non infettiva, invece, che rappresenta circa il 40% delle patologie del tratto genitale basso, può avere origine “da contatto”, quando cioè è legata a una reazione di ipersensibilità nei confronti degli allergeni, oppure “irritativa” nei casi in cui faccia la sua comparsa immediatamente dopo il contatto dell’epitelio con la sostanza irritante.

Quando la vulvite non è di natura infettiva, ne deriva una dermatite caratterizzata da un’infiammazione dovuta ad uno stress di tipo meccanico o chimico indotto, che crea un danno sia al film lipidico di protezione che alla componente intracellulare dello strato corneo, da cui ne conseguono complicanze cliniche legate alla sintomatologia da ipersensibilizzazione ed alle complicanze infettive a lungo termine.

irritazione-vulvare

Come riconoscerla? Ecco i Sintomi

I sintomi caratteristici di questa infiammazione sono:

  • eritema
  • edema
  • bruciore
  • prurito

Se dovesse cronicizzarsi, potrebbe derivarne un’aumentata predisposizione a infezioni batteriche, micotiche e virali.

Ma da cosa deriva?

Esistono delle condizioni che predispongono alla comparsa delle vulvite: la gravidanza, il ciclo mestruale, l’incontinenza urinaria, l’obesità, le patologie concomitanti come il diabete e l’immunodepressione e le terapie antibiotiche, si associano anche fattori esogeni, ossia particolari stili di vita.

Tra questi hanno particolare rilevanza l’utilizzo di abiti e biancheria troppo attillati e costituiti da materiale sintetico e non traspirante come nylon e lycra, l’uso di assorbenti o proteggi slip sintetici o poco traspiranti (contenenti cellulosa), l’uso di carta igienica oleosa o profumata, detergenti aggressivi, l’attività sessuale ed i contraccettivi di barriera ed infine la dieta povera di acidi grassi essenziali. Questi fattori agiscono alterando la barriera cutanea sia nella sua composizione che mediante trauma meccanico.

Cura:

La miglior cura, come sempre è la prevenzione. Ecco allora alcuni comportamenti che possono ridurre o eliminare i fattori di predisposizione; tali accorgimenti consentono di tutelare il film idrolipidico, mantenere il PH fisiologico, agevolare la traspirazione ed eliminare l’attrito sulla cute vulvare al fine di minimizzare lo stimolo irritativo.

Nei casi in cui, però, l’infezione si sia già sviluppata, è necessario attuare i seguenti trattamenti:

  • Antibiotico, per via orale o locale
  • Crema antimicotica
  • Crema antibatterica
  • Crema al cortisone
  • Antistaminici, nel caso in cui l’irritazione si di natura allergica
  • Crema di estrogeni, se dovuta a livelli bassi di estrogeni.

In ogni caso, per poter formulare una corretta diagnosi è consigliato ricorrere ad una Visita Ginecologica Specialistica, da eseguire ad esempio presso il Centro di Terapia Ionoforetica, che è uno dei centri in Italia convenzionato con Medicalbox. Durante la visita il Ginecologo raccoglierà l’anamnesi della paziente, cioè tutte le informazioni sulla sua storia clinica, in modo da capire anche la natura e la gravità dei sintomi.

In un secondo momento procederà poi all’esame clinico ed alla prescrizione di eventuali approfondimenti.