Più di un secolo di Motori Fuoribordo

By | 27 ottobre 2016

I motori fuoribordo sono motori marini prodotti ed utilizzati per equipaggiare imbarcazione di piccole e medie dimensioni, da circa 1,5 metri fino a 12-15 metri di lunghezza. Nel mercato esistono svariati modelli di motori fuoribordo, innanzitutto di potenza differente, infatti si va da una potenza di 4hp fino ai 400hp prodotti da Mercury Marine o addirittura a 627 hp di Seven Marine (azienda Americana) e di differente carburante ovvero benzina, diesel o motori fuoribordo elettrici.

motori fuoribordo

I più diffusi ormai sono i motori fuoribordo a quattro tempi benzina, che prendono largo spazio rispetto agli altri per numerosi motivi quali le alte potenze, i consumi contenuti rispetto ad un due tempi, il peso e la facilità con cui possono essere montati nello specchio di poppa nelle imbarcazioni rispetto ai motori entro fuoribordo o entrobordo. Inoltre questo genere di motori può essere montato in n umero variabile difatti possiamo trovare imbarcazioni che ne montano fino ad 8. Non solo diporto, motori di questo genere preparati a dovere possono essere utilizzato anche nelle varie competizioni motonautiche negli scafi da corsa.

L’architettura di un motore fuoribordo è molto differente rispetto a quella di ogni altro tipo di motore che possiamo conoscere, infatti si differenzia per la configurazione del bmotori fuoribordolocco motore monito verticalmente nella parte superiore, poi raccordato con un albero di trasmissione ed un ingranaggio all’elica con la parte inferiore dotato di pinna chiamata piede. Tutto ciò è raggruppato in un unica calandra, inconfondibile, rifinita e verniciata nei minimi particolari per rendere ogni motore unico nel suo genere e differente di casa in casa, così da poterlo differenziare in base alla marca. Caratteristica principale delle varie marche di produzione sono i colori: Yamaha adotta il grigio, Mercury il nero e Johnson il bianco ad esempio.

Una delle fondamentali caratteristiche dei motori fuoribordo è il fatto che lo stesso motore può fungere da timone, in quanto il corpo unico composto da motore, trasmissione ed elica è raccordato con l’imbarcazione attraverso un asse ruotante chiamato canotto. Possiamo virare così semplicemente ruotando il motore che, nei modelli più piccoli, si sposta con un semplice prolungamento a manopola collegato direttamente ad esso, da dove è possibile inoltre cambiare marcia ed accelerare. Nei motori fuoribordo più potenti, invece, il movimento si applica attraverso i cavi di sterzo, fissato con un estremità e collegati allo sterzo dell’imbarcazione.